Conquistando Escalones ha bisogno di 50.000 euro per consentire alla ricerca sulla LGMDD2 di proseguire

Raccogliere 50.000 euro entro la fine dell’anno per consentire ad Alicia Novella, ricercatrice post-dottorato presso l’Universitat de València, di continuare a lavorare a tempo pieno per tutto il 2027 alla ricerca di un trattamento per la distrofia muscolare LGMDD2.
È questo l’obiettivo con cui Conquistando Escalones lancia quest’autunno «Kilometros por la Cura-Kilometri per la cura», una campagna solidale che unisce donazioni, sport e partecipazione dell’intera società. «Vogliamo mobilitare i cittadini e trasformare piccoli gesti individuali in un movimento collettivo, capace di contribuire a far sì che la ricerca non si fermi», spiega Jessica Furlan, membro del consiglio direttivo dell’associazione e persona affetta dalla malattia.
La proposta di «Kilometri por la Cura» si articola in tre semplici passaggi: donare, registrare un video mentre si svolge un’attività fisica o in movimento e lanciare una sfida a tre persone. «Nel post», spiega Furlan, «chiediamo a ciascuno di invitare i propri follower ad aderire all’iniziativa e di sfidare tre amici a proseguire la catena». I post dovranno taggare Conquistando Escalones e includere l’hashtag #KilometriPerLaCura.
La stessa Jessica rivela di essere già al lavoro per preparare la propria partecipazione: «Ho già una lista delle persone che intendo sfidare. Il nostro obiettivo è coinvolgere l’intera società, dalle persone note che hanno già collaborato con noi a giornalisti, sportivi e aziende che ci sostengono da sempre».
L’obiettivo è ambizioso, ma risponde a un’esigenza concreta. «Abbiamo bisogno di 50.000 euro per finanziare per un altro anno il lavoro a tempo pieno di Alicia Novella, che continua a svolgere studi di ricerca per migliorare l’efficacia del farmaco candidato alla valutazione in studi clinici sui pazienti», spiega Furlan.
L’associazione invita privati cittadini, società sportive, aziende, enti e persone attive sui social network ad aderire alla campagna e contribuire a diffonderla.
Perché ogni donazione conta. Ogni partecipazione contribuisce a dare visibilità alla malattia. E ogni persona che sfida altre tre persone aiuta l’iniziativa a raggiungere un pubblico sempre più ampio.


